le chiavi dei nahuales

“Figlio mio, se sei Halac Winic, il capo, se sei il poderoso principe, conta quato preghi. Quanto tempo preghi?”

“Padre mio, nel giorno uno prego, nel giorno dieci prego. Oh padre, i giorni nove e i giorni tredici.

Prego i Bolon Tiku, i Nove dèi e Oxlahun Citbil, i Tredici organizzatori. Questo è quando conto e ripasso il mio conto del tempo.”

                                                                                                                   - Chilam Balam

 

La Cosmovisione Maya descrive il mondo come un tessuto intrecciato di venti fili. Questi venti fili sono i nahuales, i glifi del calendario sacro, o Chol' q'ij, che è solo uno degli innumerevoli calendari che presero forma nell’America preispanica.

Ogni nahual cristallizza al proprio interno diversi significati, ed è legato a elementi della natura (es. Imox è il nahual dell’acqua, Iq del vento e della luna, Toj del fuoco, Ajpu del sole etc…) ma anche a venti desideri, la cui integrazione rappresenta la nascita dell’essere umano completo, Hun Winik… che infatti si traduce come Uno Venti, il compimento dei nahuales in un singolo campo energetico.

Il calendario sacro si articola su due ruote, una di venti giorni (i nomi) e una di tredici numeri (collegati ad altrettanti dei). La ruota dei tredici, che potremmo paragonare alla nostra settimana, dona particolari sfumature e colori alle qualità rappresentate dai nahuales. Per fare un esempio sul calcolo: se ci troviamo in un giorno otto Batz, il giorno successivo sarà il nove E. A un giorno tredici Keej seguirà l’uno Qanil.

Il calendario sacro, articolandosi su una ruota da 13 e una da 20, ci impiega 260 giorni per sincronizzarsi sull’inizio e ricominciare in una nuova spirale. “Casualmente” 273 giorni, ovvero un giro di calendario completo più una nuova tredicina è il tempo medio di una gravidanza. L'unione di un nome e di un numero dà come risultato un nahual.

A volte, soprattutto quando lo si paragona col Tonalamatl (la versione mexica del medesimo calendario) capita di incontrare autori che attribuiscono al calendario maya un’imperfezione di base legata ai presunti cinque giorni di fermo in cui il calendario incapperebbe al termine di luglio. Questa informazione è sbagliata. I “cinque giorni di buio”, pur rimanendo un momento molto sacro della concezione maya del tempo, appartengono al calendario agricolo e non a quello Chol' q'ij che invece non si interrompe mai.

Tzolkin e Tonalamatl sono perfettamente equivalenti.

I nahuales si intrecciano in computi temporali sempre più ampi, che potremmo definire frattali. Ogni nahual, infatti, domina in cicli sempre più lenti un giorno, una tredicina, un anno… fino ad arrivare a periodi immensi.

La perfezione di questo calendario ha permesso ai veggenti dell’Antico Messico di fare profezie molto accurate, semplicemente osservando l’onda di energia che si manifesta in un determinato giorno e ipotizzando quali eventi simili si sarebbero verificati in giorni connotati dallo stesso glifo.

Nel passato come oggi, il calendario dà indicazioni sull’energia con il quale una persona si manifesta nel mondo, dona consigli su come armonizzarsi nella vita e su quali saranno le sfide maggiori che una persona dovrà affrontare.

La pratica del calendario

Gli Anziani di Tradizione sono soliti dire che il tempo è il respiro della mente. Il tempo dell’occidente è stretto, corre frettolosamente senza una meta, è privo di sacralità e fornisce un fiato viziato, che permette alla percezione di ossidarsi sempre sulle solite posizioni conosciute.

Il calendario è uno strumento ottimo per il camminante che integra la Cosmovisione e si riscopre pellegrino del tempo e dello spazio e consigliano diverse pratiche per integrare i nahuales. Insegna a riappropriarsi del tempo e a respirare, anziché esserne vittime.

Qui di seguito alcune pratiche legate al calendario:

 

  • Ri-conoscere il proprio nahual di nascita: ogni persona nasce con un certo tipo di energia, simbolizzata da un nahual, riconoscerlo significa prendere coscienza del proprio corpo energetico. Quando l’esistenza personale (il tonal) arriverà al termine, l’anima si ricongiungerà all’energia più ampia del nahual e risiederà nella natura.

  • Per almeno 260 giorni, il camminante si compromette davanti al fuoco, decidendo di osservare consapevolmente la vibrazione del giorno e di vivere nella consapevolezza.

  • Nei giorni 1 (l’impulso iniziale), 9 (la pulizia del conosciuto), 10 (la costruzione della nuova percezione) e 13 (il volo della coscienza), il camminante offre una piccola cerimonia.

  • Tutte le volte che si manifesta il nahual di nascita, a prescindere dal numerale che lo accompagna, si offre una candela per fortificare la propria connessione.

  • Praticare l’ensueño appoggiandosi al nahual del giorno.
     

Per scoprire qual è il tuo nahual di nascita e qual è il nahual del giorno, clicca qui.

Nome in Maya Quiché (Chol' q'ij) – nome in nahuatl (Tonalamatl): chiave di lettura

Imox– Cipactli: il grembo della Gran Madre, il campo unificato della coscienza

Iq – Ehecatl: la vibrazione, il respiro infinito, trasmissione di informazioni

Aq' ab' al' – Calli: la casa degli dei, il mistero, la saggezza intuitiva

K'at – Quetzpallin: il seme, la rete delle relazioni

Kan– Coatl: flusso della saggezza, la rivelazione dell'invisibile nel visibile

Kame – Miquiztli: trasformazione perpetua, distruzione

Keej – Mazatl: equilibrio, il limite, la misura e la disciplina

Q'anil– Tochtli: la crescita, la fertilità, la stella del mattino

Toj – Atl: gratitudine costante, reciprocità, servizio

Tz'i – Itzcuintle: esatta riproduzione, ordine naturale, parola scritta

B'a'tz'– Ozomatli: purezza del pensiero tradizionale, il dare forma alle cose

E' – Malinalli: apertura del cammino, dipanarsi dei sentieri

Aj – Acatl: cura e moltiplicazione, fiducia e potere

I'x – Ocelotl: protezione, forza di spirito

Tz'ikin– Cuahutli: visione illimitata, bellezza, ricchezza, elevazione

Aqmaj – Cozcacuahutli: errore e correzione, perdono e purezza

Caban – Ollin: saggezza, conoscenza, calcolo

Tijax – Tecpatl: guarigione, taglio, riflessione, meditazione

Kawoq – Quiahuitl: lavoro di gruppo, solidarietà, ispirazione e bene comune

Ajpu – Xochitl: la sfida del guerriero spirituale, energia che porta a compimento

Numero arabo - numero in quiché: chiave di lettura

1 - Hun: l'origine (Ixquic, la Madre Terra addormentata)

2 - Keb': il sacrificio dell'unità nella dualità (il parto di Ixquic, con cui nascono i gemelli Hun Ajpu e Ixbalankeej)

3 - Oxib': la comunicazione (Iq - lo stesso del nome Iq, il Dio del vento)

4 - Kajib': l'ordine (Ajpu o Q'ij, il Dio del Sole)

5 - Job': il sostegno, la memoria (il Dio della roccia)

6 - Waqib': l'ispirazione (Chaac, Tlaloc, il Dio della pioggia)

7 - Wuqub': il potere (la Dea Giaguaro)

8 - Waqxajib: il beneficio, la moltiplicazione (Hun Hunajpu - il Signore del maìz)

9 - Bel'e'jeb: la maestria (Ixbalankeej)

10 - Lajuj': la trasformazione (Keme - lo stesso del nome Keme- il Signore della Morte)

11 - Jun' Lajuj': l'autorità, la materializzazione (il Dio della montagna)

12 - Kab' Lajuj: l'elevazione (il Dio del Cielo, forse Hunracàn)

13 - Ox' Lajuj: l'integrazione (Kukulkan, la Maestosa Serpente Piumata nella forma di Ehecatl, il Signore dei Venti)

Per quanto possa sembrare superfluo, ci teniamo a specificarlo. Vi ricordiamo che le informazioni qui ritrovate sono di natura generale e a scopo puramente divulgativo. Quindi non vogliono (e non possono!) sostituire in alcun caso il consiglio di un medico, o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, veterinari, fisioterapisti, etc.)

Quando in questo sito viene utilizzato il termine "medicina tradizionale" lo si fa in riferimento a una categoria antropologica ben definita. 

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