Consulenza naturopatica e pratiche sciamaniche

Nel mio lavoro di naturopata integro le pratiche sciamaniche apprese durante i miei viaggi in Guatemala e Messico.

Naturopatia e Curanderismo hanno molto in comune. L'obiettivo della naturopatia, infatti, non è quello di "curare le malattie", ma sostenere la vis medicatrix naturae, ovvero la "forza risanatrice della natura", la spinta del corpo-energia all’autoguarigione.

Allo stesso modo, nella visione degli sciamani, l'Universo è un flusso di energia facente parte di un unico Essere. Per ragioni differenti, che possono essere esperienze negative, traumi o semplice interazione sociale, il flusso dell'energia si ferma, creando sovraccarichi o vuoti. Questi "errori energetici" provocano un senso di separazione dalla vita e malessere.

Lo scopo finale del Curanderismo è riportare equilibrio negli aspetti bloccati della vita e ricontattare la propria natura più autentica, ricordando a chi ne riceve i benefici ciò che manifesta realmente, non una singola forma, ma il Grande Mistero.

 

La struttura di una consulta
  1. Le mie sedute iniziano sempre con un’apertura cerimoniale dello spazio sacro e una chiamata alle quattro direzioni. Senza la fiducia in un processo più grande che porta un senso nella vita del cliente*, non posso intervenire.

  2. Una volta costituito lo spazio per la relazione d’aiuto inizia il colloquio vero e proprio, che nel Curanderismo di stampo latinoamericano prende il nome di platica. Si tratta di un dialogo che nasce dal cuore e arriva al cuore, un processo di “terapia” verbale nel quale, tramite l’uso della Medicina della Parola (così come viene definita dai curanderos Maya), si possono liberare le energie pesanti relative ad una situazione della vita, a un’ossessione, a una malattia etc. Il mio unico ruolo, in questo dialogo, è custodire lo spazio – evitando, per esempio che il cliente utilizzi parole autodistruttive o colpevolizzanti – e guidare la platica verso le aree meno chiare del racconto al fine di portarvi la luce della Coscienza.

  3. Se lo ritengo necessario e se il cliente si presta a questo tipo di lavoro, intervengo accompagnando il cliente in una pratica sciamanica (che può essere una barrida**, un viaggio sciamanico o una seduta di una tecnica che io chiamo “pranoterapia Maya”).

  4. Al termine della consulta c’è sempre un momento di limpia (pulizia energetica) per lasciar fluire l’energia rilasciata durante la platica e tornare ad uno stato di rilassamento.

  5. La seduta non finisce qui. Tra un incontro e l’altro affido al cliente dei “compiti a casa”, che possono essere esercizi di meditazione, l’assunzione di erbe, tenere un diario dei sogni e via dicendo, affinché possa continuare il lavoro iniziato durante la seduta e dare stabilità al processo di trasformazione.

 

I miei strumenti
- Naturopatia stagionale

- Herbolaria Tradicional (consulta erboristica e fitoalimurgica)

- Barrida (cerimonia di purificazione energetica)

- Viaggi sciamanici e cerimonie per la reintegrazione del potere e dell'Anima.

- Floriterapia (Metodo Bach)

- Pranoterapia "Maya"

- Tecniche meditative

 

AAA
  • Non esiste un numero standard di sedute, né è possibile prevedere dall’inizio la frequenza con cui queste si ripeteranno. Tutto viene concordato con il cliente, secondo le sue necessità e – fondamentale ricordarlo – secondo la sua volontà.

  • È importante e fondamentale ricordare che la seduta sciamanica non è una performance. Mi riservo di decidere se e quale pratica proporre al cliente in seguito alla platica. Fare una barrida, ad esempio, solo perché il cliente lo richiede e non perché sia effettivamente necessaria, significa svilirne il valore spirituale trattandola come un prodotto che è possibile acquistare e vendere, col risultato finale che la barrida sarà svuotata del suo potere e si rivelerà assolutamente inefficace.

  • Il praticante di Medicina Tradizionale Indigena non fa diagnosi e non cura nel senso medico del termine. Chiunque vi dica il contrario sta abusando della professione medica e compiendo un reato.

 

 

* La parola “cliente” sostituisce quella di “paziente” non soltanto per una questione di leggi dello Stato italiano, ma perché la parola “paziente” richiama subito l’idea di una persona ammalata che subisce un intervento esterno. In una prospettiva sciamanica e naturopatica, il cliente ha una parte attiva nell’esplorazione dei propri processi per giungere a una trasformazione della propria vita. Il naturopata è solo un facilitatore.

 

** Le “barridas” sono cerimonie complesse di pulizia che vengono utilizzate per andare a rimuovere blocchi energetici che si formano nel corpo-energia del cliente. Sono, essenzialmente, delle limpie approfondite.

Per quanto possa sembrare superfluo, ci teniamo a specificarlo. Vi ricordiamo che le informazioni qui ritrovate sono di natura generale e a scopo puramente divulgativo. Quindi non vogliono (e non possono!) sostituire in alcun caso il consiglio di un medico, o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, veterinari, fisioterapisti, etc.)

Quando in questo sito viene utilizzato il termine "medicina tradizionale" lo si fa in riferimento a una categoria antropologica ben definita. 

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