huehuetlatolli

Huehuetlatolli (“parola antica” in nahuatl) sono raccolte di discorsi retorici, orazioni e inni in cui vengono espressi i valori tradizionali, le tecniche mediche, la morale, le istruzioni religiose della cultura mexica. Si dividono essenzialmente in due generi: cuicatl (poesia) e tlatolli (prosa).

 

Per quanto possa sembrare strano, furono redatti sotto l’impulso di due monaci francescani spagnoli, Andrés de Olmos e Bernardino de Sahagùn. L’insegnamento, precedentemente, veniva trasmesso solo per via orale, cosa che garantiva alla Tradizione di evolversi nel tempo, attraverso il continuo passaggio da bocca a orecchio. L’originatore mitico, il maestro della tradizione è considerato Quetzalcoatl, il Serpente Piumato.

 

Quetzalcoatl (Kukulkan o Gukumatz per i Maya) è il nome che utilizzarono gli antichi Mexica per definire l’energia cosmica a spirale che dà origine alla percezione del mondo. Diversi maestri spirituali e regnanti assunsero questo nome come buon auspicio. La tradizione, probabilmente sincretizzata col cristianesimo, dice che Quetzalcoatl si incarnò diverse volte come essere umano per diffondere la saggezza.

 

Durante la sua ultima apparizione fu incoronato, ancora giovanissimo, come re di Tula, ma lui rinunciò al titolo e convertitosi in maestro errante viaggiò in tutto il Messico e lo Yucatàn, dove i sacerdoti maya lo iniziarono alla sapienza. Dopodiché tornò sull’altipiano messicano e continuò il proprio compito diffondendo la conoscenza, l’amore e il lavoro creativo. Quetzalcoatl chiuse la propria esistenza terrena da guerriero del cuore, offrendosi alle fiamme, e si racconta il suo spirito sia asceso al pianeta Venere, noto come “stella della sera e del mattino”, colui che appare all’aurora e al crepuscolo: i contorni del regno del Nagual.

 

I due francescani, con l’aiuto dei propri informatori mexica, redassero i testi Huehuetlatolli per motivi distruttivi. Avevano intuito con grande intelligenza che costumi, danze e feste tradizionali delle popolazioni indigene non erano solo materiale folklorico, ma una vera e propria continuazione di credenze considerate eretiche dalla chiesa cattolica. Diedero quindi il via ad una vera e propria antropologia delle popolazioni nahua al fine di conoscere e distruggere la cultura “pagana”.

 

Se da un lato riuscirono nel loro intento, in quanto la redazione dei Huehuetlatolli fu fondamentale nel processo di evangelizzazione (abbiamo visto come la vita di Quetzalcoatl in molti punti ricalca quella del Cristo), dall’altro, senza l’operato di questi due monaci, la sapienza tradizionale probabilmente si sarebbe persa nel tempo…

***

I

Queste sono le parole con cui Quetzalcoatl istruì i Toltechi.

Disse loro: “Ecco ciò che ci è stato dato da custodire, la Parola Antica, dove si dice che la vita è pura come un turchese prezioso, una giada rotonda, il dolce canto senza macchia né ombra, che viene dal cuore.

“Sarebbe uno scherzo crudele occultare anche solo uno di questi consigli, perché servono a vivere sulla Terra, e attraverso di essi rimarremo attenti.

“È un sapere che come una spina o un vento gelato che passerà su di te, ti scaraventerà sulla terra, ti abbatterà perché tu possa giungere a te stesso.

Sarai tu colui[1] che frequenta, che ascolta, che riesce a divinizzare il proprio cuore, colui che riceve e che conserva nell’interiorità affinché possa andare bene per te, affinché tu possa raggiungere la misericordia e vivere sulla Terra?”

 

II

Dio è l’Uno. Quetzalcoatl è il suo nome. Nulla esige, solo serpenti (il corpo) e farfalle (l’anima) gli offrirai.

“I Nostri padri e nonni ci esortano dicendo che ci ha creati, le cui creature noi siamo, di Nostro Signore Quetzalcoatl. Ha anche creato il Cielo, il Sole e la Terra divina.

“Così fu, per suo merito e per il suo sacrificio, inventò gli uomini e ne ha fatto esseri umani. In questo modo si trasformò nella Serpente Piumata, nel Doppio Prezioso, nel Signore e Signora della dualità[2] (Ometeotl[3]). Così ha trasmesso il suo respiro e la sua parola.

“Tredici sono i cieli, molteplici i piani. Lì vive il Dio veritiero, l’essenza del Cielo. Da lì riceviamo la vita, i meriti, da lì è determinato il nostro destino[4] quando un bambino scivola verso terra.

“Perché l’ha detto, perché l’ha ordinato per sé, ecco perché esistiamo. Non dimenticarlo, né di giorno né di notte; invocalo se ti trovi nel sospiro e nell’afflizione.”

 

III

“In questo mondo camminiamo lungo le scarpate, un abisso da un lato e un abisso dall’altro. Muovendoti da un lato all’altro, come eviterai di cadere? Solo nel mezzo è possibile avanzare.

“Non vestirti di ricami e non indossare stracci. Non essere presuntuoso, ma neppure ordinario. Che la tua parola non sia maldestra né troppo lunga. Non camminare di fretta né lentamente. Non prendere nulla come regola assoluta.

“Evita gli estremi, mantieniti nel mezzo, perché solo nel mezzo esiste la condizione sociale, la condizione onorevole.”

 

IV

“Nell’infanzia, quando è ancora libera una persona, è quando Ometeotl nutre compassione e le invia i propri doni. Ed è nell’infanzia, nell’età della purezza, che merita una buona morte.

“Per questo i vecchi dicono che i bambini, i ragazzini e le ragazzine, sono amici del Signore della Compagnia Vicina, e vivono accanto a lui e gioiscono con lui, che è loro amico.

“Per i saggi spirituali, i Meritevoli, i digiunatori, hanno molta fiducia nei bambini, infatti sono di buon cuore, puri, puliti, premurosi, perfetti. Si dice che la Terra permane per loro, che sono la nostra pace.”

 

V

“Il Tolteca è saggio, è una luce, una torcia, una grossa torcia che non fa fumo. Rende saggi i volti degli altri, fa loro bere cuore. Non passa superficialmente sulle cose: si ferma, riflette, osserva.

“Un Tolteca tutto prende dal proprio cuore; è abbondante, multiplo, inquieto, abile, capace; addestra sé stesso dialogando con il cuore, incontra risposte dentro di sé. Opera con delizia, fa le cose con calma, con attenzione, come un artista; compone il difettoso, ritrova il disperso; per egli le cose si aggiustano.

“In cambio, il falso Tolteca funziona a caso, è una presa in giro per la gente; rende opache le cose, con superficialità, le compie senza attenzione; al posto di creare, imita; defrauda gli altri ed è come un ladro.

“In questa maniera ti convertirai in un Tolteca: se acquisirai l’abitudine e il costume di consultare tutto con il tuo stesso cuore. La sete tolteca: essere umani di propria esperienza.”

 

VI

“Il maestro è luce, tè, specchio. Sue sono le pitture nere e rosse[5], suoi sono i codici. Lui stesso è scrittura e sapienza, cammino e guida verace; conduce le persone e gli eventi, è un’autorità in tutto ciò che è umano.

“Un maestro non manca di ammonire, rende saggi i volti degli altri, ci permette di assumere un volto e di svilupparlo, apre le nostre orecchie, ci illumina. È guida delle guide e offre un cammino. Da lui si dipende.

“Egli pone uno specchio davanti a noi per mantenerci sani e attenti, ci obbliga prenderci carico della nostra identità. Si concentra nella sua opera, regola il suo cammino, dispone e pone ordine, applica la luce sul mondo. Per questo conosce ciò che si trova in questo mondo e ciò che si trova nella regione dei morti.

“Grazie a egli veniamo tutti corretti, riceviamo insegnamenti. Per egli, il bambino umanizza il proprio amore e riceve una severa educazione.

“Il falso maestro, per contro, è come un medico che ignora il suo ufficio o un uomo senza equilibrio: dice che conosce Dio, che detiene la tradizione e la custodisce, però è solo vanità. È vanitoso, tronfio. È un torrente, una roccia.

“Amante delle tenebre e dei recessi, è un misterioso ‘uomo saggio’, uno ‘sciamano’ con segreti, un ‘sognatore’ che ruba al suo pubblico mentre lo spoglia di qualcosa. È uno stregone perché confonde i volti, induce all’errore, facendo sì che gli altri perdano la propria identità. È falso perché copre le cose rendendole più difficili e distruggendole. Fa morire coloro che lo seguono con la forza dei misteri, pone termine a tutto.”

 

VII

“Conosci il medico adesso. Il vero medico è saggio, dà vita, prova le erbe, le pietre, gli alberi e le radici, testa i suoi rimedi, esamina, sperimenta.

“Il medico Tolteca allevia le malattie, massaggia, unisce le ossa, purga, fa sì che la gente si senta bene, dà loro medicamenti, salassi, taglia, cuce, genera reazioni, copre con la cenere.

“Il medico falso, per contro, si prende gioco del suo prossimo, e nelle sue prese in giro uccide la gente con veleni; provoca indigestioni, peggiora le infermità.

“È uno stregone, si nasconde nei propri segreti; possiede semi e erbe malefiche. È uno stregone che, invece di sperimentare, tira a sorte; uccide con i propri rimedi, peggiora, insegna, avvelena con le erbe.”

 

VII

“Ed ecco il vero padre: è la radice e il principio del lignaggio umano. Il suo cuore è buono, riceve le cose, è compassionevole e si preoccupa. Da egli la precisione, l’appoggio, protegge con le sue mani. Cura ed educa i bambini, li ammonisce e insegna loro a vivere, pone davanti a loro un grande specchio, una grossa torcia che non fa fumo.

“E l’uomo maturo: un cuore fermo come pietra, un volto saggio. È degno del suo volto e del suo cuore. Abile e comprensivo, buon compositore di testi, è un Tolteca con la pittura nera e rossa, un esperto. Ometeotl è nel suo cuore e divinizza con il suo cuore tutte le cose; dialoga con il proprio cuore.

“E il vero artista: un conoscitore di colori; li applica, conosce sfumature e armonie; disegna piedi, volti di ombra e in rilievo, raggiunge risultati. Come Tolteca, pittura con colori di tutti i fiori.”

 

IX

“Avvicinati a colui che è modello ed esempio, guida e segnale, libro e pittura; all’uomo onorevole e di buona fama, alla condizione sociale, alla luce, alla torcia, allo specchio.

“Osserva i miei sacerdoti, i Meritevoli, quelli di vita pura, trasparente, buoni, retti, dedicati, limpidi, dal cuore bianco, di vita pura, senza polvere né impurità. Essi giungono fino alla presenza del Signore della Vicina Compagnia, gli offrono incenso, pregano, pregano per il villaggio.

“Avvicinati a coloro che, dappertutto, agiscono in maniera eccellente, danno luce, lasciano il buono, imponendo un ordine con prudenza, allegria e serenità; a coloro che sono scrigno e cassa, ombra e rifugio, grossa ceiba, sabino[6] generoso che dà germogli e si erge poderoso, fermo.

“Vai con quelli che non si addormentano né si occultano nel sogno, con quelli che non lacerano le proprie labbra (con le calunnie); con quelli che portano pace sulle proprie braccia e spalle, con quello che va giocando, si diverte con la terra e dorme nell’amaca.

"Invece, scappa da questi luoghi: la festa, il fiume e la strada. Non fermarti qui, perché è lì, vive il grande divoratore: la donna straniera, il marito straniero, la prosperità, la gonna, la camicia degli altri.”

 

X

“Amatevi l’un l’altro, aiutatevi tra voi nella necessità con la coperta, il gioiello, il salario, l’alimento. Non è reale se disprezzi coloro che ti circondano.

“Fai l’elemosina agli affamati anche se dovessi rimanere senza cibo. Vesti coloro che sono avvolti dagli stracci anche se resterai nudo. Aiuta chi ha bisogno di te anche a costo della vita. Vedete: è nella vostra carne e nella vostra umanità.

“Ricordate l’anziano, l’anziana, l’indigente, il disgraziato, chi non si rallegra, chi non è felice, colui che ha l’intestino colpito (dalla fame), colui che non ha casa e vive nella confusione, chi versa le proprie lacrime e morde le proprie unghie (di disperazione).

“A coloro che hanno le mani legate dietro la schiena, a chi come le bestie, si trova in carceri di miseria e lutto, che attraverso i deserti e i monti sono faticano per peperoncino e il sale, le verdure, l’acqua, a coloro che sono ingannati nelle piazze e hanno le labbra secche.

“Riunite a voi coloro che sono le mani e i piedi del villaggio; non salutateli con indifferenza, né con negligenza portate i vostri pesi reciprocamente. Siate i guerrieri aquila, i guerrieri giaguaro, siate il sostegno e il rimedio.”

 

XI

“Ovunque puoi imbatterti in essi: un anziano, un’anziana, un malato, un bambino. Pertanto, non hai scuse.

“In qualunque luogo puoi incontrare chi lavora, chi si esprime, chi sta creando qualcosa. Non metterti in mezzo, non causare problemi con la tua ignoranza.

“In qualunque luogo puoi inavvertitamente rompere una testa, creare violenza, lanciare urina su un’altra persona, far perdere la buona parola a chi parla, ignorare un consiglio. Non ti distrarre.

“Svegliati, sii attento! Non fare in modo che il sogno porti le persone a chiamarti ‘colui che russa’ o ‘palla sonnolenta’!”

 

XII

“Bene è che ti mantenga da solo. Crea, lavora, raccogli legna, coltiva la terra, semina nopales[7]. Con questo berrai e ti vestirai; inoltre onora, esalta il duro lavoro.

“Però guardati dalle opere mondane! Perché cresce rapidamente ciò che ingrassa, ciò che ammala, ciò che tormenta, ciò che affatica, ciò che spaventa.

“Giusto è se a fianco a te viene detta la buona parola, che non causi danno. Se le trasmetti non eccedere né censurati: dichiara solo il giusto.

“Però fuggi dalle parole vane, distratte! Perché solo pervertono, non sono serenamente rette; fanno precipitare nel buco chi le pronuncia, ci portano alla trappola e al laccio, alla pietra e al palo.”

 

XIII

“Con pianto e preoccupazione dobbiamo ricevere eredità e fortuna. Però caldo è il luogo del povero, e sono tranquilli la sua sposa e i suoi figli.

“Nascesti nobile? Temilo; potrebbe inebriarti e renderti presuntuoso. Ecco ciò che ci rende nobili: prendere la torcia e il sapone, il peperoncino e la calce, la zappa e il seme. Questo è in verità il lignaggio del merito.

“Sii moderato e austero, verifica che gli altri mangino prima. Quindi prendi dell’acqua e lava le loro mani e le loro bocche. Per essere nobile perderai la tua nobiltà, non cadranno giade, turchesi dalle tue mani piene.

“Si dice che c’è un erede al trono. Ecco come mostrerà la sua condizione: se abbassa la testa e si inchina con umiltà; se riserva al povero una considerazione speciale; se gli infondono rispetto la miserabile cintura, il mantello logoro; se incontrando in una strada un’anziana o un anziano, dice: ‘Padre mio, nonna mia: che la pace ti guidi, non inciampi il tuo piede.’

“Ascolta: la cortesia, la modestia, l’umiltà, il pianto, lo sforzo, questo ti renderà nobile, amato, esaltato. Ascolta, nessun superbo, vanaglorioso o spudorato è mai giunto al regno.”

 

XIV

“Conosci i simboli, le parole. Canta bene, parla bene, conversa bene, rispondi bene, prega bene. La parola non è qualcosa che si compra.

“Conosci la condizione onorevole, ciò che è buono: non commettere adulterio, non ti ubriacare in maniera smodata, non ti sottomettere al gioco né all’azzardo; non menzionare il tuo lignaggio né la tua condizione virile; non essere indiscreto né codardo; non procurarti i primi posti.

“Che il tuo cuore non sia di poco conto. Che la cenere sparsa e incrociata non ti dia ordini. Che il tuo desiderio non divori il tuo piede. Che una gonna non ti muova ardentemente perché invilisce, distrugge e insudicia l’uomo.

“Non operare senza riflessione e non arrenderti senza trovare soluzioni. Non iniziare il tuo lavoro senza analizzare e senza serena considerazione non ti imporre. Non accettare ciò che non meriti né reclama ciò che non è tuo, e non abusare di ciò che non hai creato.

“La tua forza non scompaia. Che la tua comprensione non sia il tuo appoggio né la tua convinzione il tuo vanto. Non costruire una casa sulle tue opinioni, perché sei solo un uccellino, un racconto di giada, appena una piuma.

“In una cassa straniera non ti infilare; non distenderti nel piatto di un altro. Non invitarti alla festa. Che la tua sorte non dipenda dall’azzardo. È pericoloso, una trappola.

“Se qualcuno ti sorpassa vai avanti. All’ingresso non essere il primo. Quando arriva il momento di parlare, che inizino gli altri. E se Ometeotl ti segnala, non andare per primo.

“Se ti danno ciò di cui necessiti per ultimo, non ti arrabbiare. E se non ti danno nulla, ringrazia per questo. Così ha voluto il Cielo: è il merito.

“Non essere mendicante e non accettare sempre ciò che ti viene offerto; e che due volte tu sia avvertito, perché hai un cuore dentro di te (per intendere).

“Non cercare un eccesso di buona apparenza; perché sei accolto così, discretamente. In qualunque luogo, in qualunque momento, i tuoi ornamenti e i tuoi gioielli potranno essere presi dal torrente.

“Nel momento della semina, solo vai a seminare: preparati bene, seleziona bene, pianta bene, perché crescano radici ben fatte. Coltiva bene la tua semenza, i tuoi campi, i tuoi nopales. Costruisciti una casa buona, ferma, con l’aiuto di tutti, e lasciala in eredità a coloro che educhi.

“Che vedano in te colui che insegna e si prende cura, perché colui che istruisce gli altri basa il modo di non girovagare invano.”

 

XV

“Chiedi con completa umiltà, chiedi giustizia: qui c’è tutto il rituale. Quando è soddisfatto, compensa il labbro che si manifesta nella supplica.

“Già conosci tutto ciò che si trova sulla terra? Non la stai tastando con i piedi? Conduci te stesso? Davvero non ti sta guidando nessuno? Domani o dopodomani chissà se conosceremo ciò che Lui e solo Lui conosce?

“Ricorda che ti sta guardando Ometeotl, colui che conosce l’interno della pietra e dell’albero, colui che scruta il cuore dell’uomo. Nessuno conosce il suo potere, nessuno conosce il suo peso! Non è vero che viviamo sulla terra!”

 

XVI

“C’è un uomo che vive nell’ubriachezza e sbava nelle proprie mani. La sua gola è macchiata, si appresta a diffamare, si appropria delle cose e getta grida, perché l’erba e il vino lo hanno legato.

“Costui non vive dei propri meriti, non vive la propria vita, non corre sulla propria strada, non ha volto né orecchie, non canta, non dice, non si esprime; all’ora del grido non può urlare. Non ha un cammino né conosce l’ordine, perché non presta attenzione alla buona parola, a quella che eleva, quella che racconta.

“Solo, vive senza riflettere, muovendosi di continuo, cadendo di conseguenza. Lacerato, si ribalta nella sua stessa immondizia, vive. Non si alza in pace né si accosta all’allegria; come un coniglio si inquieta, come un cervo fugge.

“Vive nella cecità e dal luogo della cecità non esce, non vuole crescere. Unicamente anela di svignarsela, nella solitudine rifiuta con il piede. Non comprende nulla e non tiene nulla, non è civile. Si arrabbia con sé stesso, si abbandona ai dubbi, dà colpi, grugnisce, morde.

“Egli violò la volontà di Quetzalcoatl, e per questo, non si estende il suo braccio quando vuole estenderlo, né va al luogo in cui vorrebbe; non entrerà laddove deve entrare, non morirà quando dovrà morire.”

 

XVII

“Qualunque cosa tu possa produrre ambisci ai fiori di Colui/Colei che ti diede la vita, Colui/Colei per il quale viviamo. Puoi vivere al suo fianco in questo giorno che sei venuto a chiedere in prestito.

Ricongiungiti a Lui, prendi coscienza del tuo Signore, perché si duole, si arrabbia quando lo dimentichi e, posto che sei uno, arriva il tuo cuore la sua pena e la sua dimenticanza.

“Cerca e riconosci solo ciò che Ometeotl desidera da te sopra questa Terra. Come quando cerchiamo a tentoni, come quando dipingiamo un libro, vai così: lento, ma senza trattenerti. Identifica in cosa consistono l’infortunio e l’infelicità, l’inumanità e la perdita e non vivere così.

“Solo nella tua pace, e nella tua prudenza prosegui, senza vacillare, senza dubbi, perché in questo modo non si intristisca il mio cuore. Con tutta la tua attenzione, serenamente, così vivi.

“Non ti affligga la povertà umana, non ti ammalare per loro né le tue interiora perdano peso, non perda colpi il tuo cuore davanti alle contorsioni, davanti a ciò che non è retto. Solo tiepidezza, bontà, dev’essere il nostro destino?

“Sii un guerriero. Sollevati all’Essere del Cielo, Colui che ci dà a vita. Con tutta la tua forza, con tutto il tuo respiro, legati all’alto, unisciti a Lui, consegnati. E accadrà che Egli stesso diventerà la radice della tua esistenza.”

 

XVIII

“Hai ricevuto il Suo respiro, la Sua parola? Conservala nel tuo cuore come qualcosa di segreto. Che non ti confonda, che non ti inebri né ti causi orgoglio. Capirai come niente, nulla è dimenticato da Nostro Signore.

“Entra nella beatitudine di Ometeotl. Abbassa la testa, flessi le ginocchia, adotta una postura attenta, abitua le tue gambe. Discendi, scivola verso Nostro Signore. E se qualcosa ti tormenta, se qualcosa interferisce con il tuo fluire, dissipalo nella tua gioia e afferma la tua vita.

“Entra nella presenza del Signore della Compagnia Vicina, l’Umano, colui che è Notte e Vento (invisibile e impalpabile); offri interamente il tuo cuore e il tuo corpo. Concentrati in Lui dove sta, avvicinalo al tuo volto, al tuo cuore.

“Di più: godi della ricchezza di Colui che ti tormenta, Colui che ti rende puro. La sua acqua di azzurro intenso, la sua acqua di giada, il suo vaso di turchese ha depositato in te, per lavare la tua anima e la tua vita perché tu possa meritare te stesso.

“Non mormorare nel tuo interiore, non dire nulla non pensare nulla in forma reattiva, nel campo verde (della tua mente) poi nella tua anima e nel tuo corpo vai e ascolta Ometeotl. Se controlli le tue distrazioni, egli disporrà ogni rimedio per le tue necessità.

“Concentrati interamente in Egli. Nel nome e nella gloria di Colui che tutto può, l’unico che provoca gioia. Egli condivide la sua gloria da là, in alto, per tutti. E quando un uomo buono la riceve, si trasforma in un uccello eccellente, dalle sue penne e dalla sua coda fioriscono padri e madri, germogliano coloro che ci guidano in qualunque luogo dell’Universo in cui esistiamo.”

 

XIX

“Figlio mio, ciò che ti do da mangiare è alimento puro. Ciò che è per nutrirsi qui, sopra questa terra, avvicinalo al tuo volto. Non renderti simile alla pietra, perché sai che una pietra è dura, più di una volta devi colpirla affinché si rompa.

“Osserva il cervo quando lo cacciano: si spaventa, ignora la direzione: fino alla tana, alla morte. E tu, per caso sei un cervo che non sa dove si dirige? Ti è stato mostrato il cammino; per tua volontà ti tradiresti perdendolo.

“Guarda: come l’albero fiorito non germoglia più né crea nuovi fiori – solo germoglia e rinverdisce se resiste alla gelata, in altra maniera marcisce e secca – così tu, se non germogli e non crei nuovi rami all’ora della primavera e del rinnovamento, per tua propria volontà ti sarai gettato nella bocca delle bestie.

“Adesso che Ometeotl ti ha mostrato la sua bontà, che dentro di te si agita, non lo disprezzare. Non giocare nel tuo interiore per restituirlo successivamente, stanco, pensando: sono stato veramente guarito? Adesso che ti sei avvicinato alla ricchezza che viene dalla sua presenza lo offenderai di nuovo? Offenderai il tuo essere, la tua anima?

“Eppure, anche cadendo molte volte, se di nuovo ricordi il tuo Dio e ti purifichi sinceramente di fronte a Lui, gettando la tua macchia nella sua presenza, una volta in più avrà pietà di te e i suoi occhi ti guarderanno.

“Guarda, godo del tuo tesoro che viene dal seno di Nostro Signore.”

 

XX

“Ecco la mia disposizione finale, ciò che vi identificherà come miei seguaci, ciò che dovrete seguire e condividere, perché è alimento raffinato. Solo tre consigli desidero raccomandarvi:

“Il primo è che cerchiate con anelito di rendervi amici del Mistero che si trova in tutti i luoghi, in tutti i corpi, che è notte e vento e Signore della vicinanza e dell’unione. E che in questo impegno non siate orgogliosi, disperati o codardi, ma umili di cuore, ponendo tutta la vostra speranza in Ometeotl e consegnandovi a mantenere le sue prescrizioni.

“Il secondo che dovete ricordare: abbiate pace con tutti gli esseri umani, rispettate tutti e non danneggiate nessuno. Per nessun motivo offendete un’altra persona. Calmatevi, che gli altri dicano di voi ciò che desiderano. Tacete, anche se vi combatteranno, e non rispondete. Così dimostrerete la vostra condizione virile e la vostra nobiltà, e tutti sapranno che siete mi degni rappresentanti.

“Il terzo che chiedo è che non perdiate il tempo che Dio vi ha dato in questo mondo. Occupatevi in ciò che è buono di giorno e di notte, non disprezzate il tempo. Perché non sapete se vivrete o troverete il vostro volto di là, dove in alcun modo si esiste. Avvaletevi di questa vita.

“Basta con questo, che era la mia missione. Fai in futuro ciò che ti sembra buono. Ogni uomo che aderisce al proprio bene raccoglierà l'eccellenza per sé stesso e conquisterà la vita.”

 

 

[1] Nella traduzione mi sono attenuto all’originale spagnolo che si riferisce al lettore con il pronome maschile. In questo caso, come nel caso della “maschilità” di Quetzalcoatl, si fa riferimento a potenziali lettori di entrambi i sessi.

[2] Da qui in avanti ci si riferisce a Quetzalcoatl con il pronome maschile, ma sia in nahuatl che in spagnolo, il Serpente Piumato – Dio manifesto nella materia – ha una natura bisessuata. Infatti in spagnolo si definisce “La majestuosa serpiente emplumada”.

[3] Da qui in avanti ho utilizzato il termine Ometeotl per indicare Dio, secondo l’antica concezione mexica. Il testo, redatto in tempi di cristianizzazione, ogni tanto utilizza termini della tradizione cattolica, come “Nostro Signore”. Il parallelismo oggettivo tra Quetzalcoatl e il Cristo fu fondamentale per la conversione dei popoli mesoamericani alla nuova religione cristiana.

[4] Il tonal di nascita del Tonalamatl o il nahual di nascita del Chol’ q’ij.

[5] Fa riferimento ai colori del futuro (il rosso) e del passato (il nero) che diventano successivamente pitture rituali per integrare il tempo.

[6] Ahuehete, Taxodium mucronatum. Specie arborea originaria del Messico che si incontra anche in Texas e nel nord del Guatemala.

[7] Nopal è il nome nahuatl per il Fico d’India.

Per quanto possa sembrare superfluo, ci teniamo a specificarlo. Vi ricordiamo che le informazioni qui ritrovate sono di natura generale e a scopo puramente divulgativo. Quindi non vogliono (e non possono!) sostituire in alcun caso il consiglio di un medico, o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, veterinari, fisioterapisti, etc.)

Quando in questo sito viene utilizzato il termine "medicina tradizionale" lo si fa in riferimento a una categoria antropologica ben definita. 

  • Instagram Social Icon
  • b-facebook

© 2023 by Natural Remedies. Proudly created with Wix.com

This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now