• Diego Nicola Dentico

E come Epazote



Epazote

Nome scientifico: Teloxys ambrosioides (L.)

Qualità: fredda

Erba perenne che può raggiungere il metro di altezza. Gli steli sono rigidi e possono essere semplici o ramificati. Ha foglie lanceolate, aromatiche, dai bordi curvi e irregolari di colore verde o viola.

Cresce nei terreni coltivati così come negli incolti e nei terreni boschivi.

Altri nomi popolari latinoamericani:

Hierba olorosa (erba odorosa), vara de estièricol (barra di sterco).

Altri nomi popolari indigeni:

Epazotl (nahuatl), kokono’ (tzotzil), pasich (tepehuano).

Via interna:

Si utilizza come tisana per trattare i disturbi dell’apparato digestivo. È usato in tutto il Messico per eliminare i “lombrichi”, ovvero i parassiti intestinali (nello specifico la tenia), la cui prima manifestazione sono la perdita d’appetito e il deperimento. La tisana si ottiene facendo bollire gli steli e le foglie (talvolta anche le radici) nell’acqua o nel latte. Durante il periodo in cui si assume questa “medicina popolare”, non si può mangiare piccante né ingerire carne. A volte si associa l’epazote all’assenzio o alla menta piperita. Anzi, secondo i curanderos tarahumara, l’epazote è troppo potente per essere utilizzato alla leggera e bisogna ricorrervi solo in gravi casi, quando le altre piante hanno terminato la propria efficacia.

Viene utilizzato per trattare i disturbi mestruali, come l’amenorrea, se ne usano i rami con lo zoapatle (Montanoa tomentosa) e la barba di mais blu, oppure con ruta d'Aleppo (Ruta chalepensis).

L’epazote è utilizzato anche per accelerare le contrazioni uterine in previsione del parto, o con l’ausilio del temazcal tra i tre e i quindici giorni dopo la nascita del bambino per eliminare i residui della gravidanza nell'utero.

Via esterna:

Nella medicina popolare è utilizzato come impiastro (o bagno) mescolato con foglie di tabacco e sale al fine di trattare punture di scorpione e verruche.

Folk desease:

L’epazote trova un largo impiego nel trattamento di “malattie culturali” quali spavento, perdita di anima, colpo di vento e malocchio. Contro lo spavento, per esempio, lo si lascia macerare in alcol insieme a foglie di poleo (Cunila lythrifolia), frutti di xalmis (Abelmoschus moschatus) e uno spicchio d’aglio. Il macerato viene poi frizionato ritualmente sulla pelle del paziente durante la notte. A volte gli steli fronduti dell’epazote vengono utilizzati direttamente durante la limpia a modo di spugna per lavare l'energia pesante.

Nella medicina indigena del Chiapas si usa per trattare lo shenel che è un’infermità culturale derivante da un eccessivo consumo di cibi catalogati come freddi o come punizione divina leggera. Quando lo shenel si aggrava, allora si sospetta l’aggressione di un animale di potere durante il sogno o un atto di stregoneria deliberata e si ricorre a cure di tipo magico.

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