• Diego Nicola Dentico

Sul cacao e sulle sue cerimonie

Aggiornato il: 25 ago 2019



Il cacao da un punto di vista botanico

Theobroma cacao

Albero sempreverde, può raggiungere i dieci metri di altezza. Ha foglie ovali e lucide, fa fiori di colore giallo e grosse capsule di colore rosso-marrone. Si tratta di uno degli alberi più importanti e famosi della tradizione maya-tolteca. I Maya lo importarono dalla foresta amazzonica, ne usarono i semi come moneta di scambio e per il valore officinale. Lo spirito che la Tradizione associa al cacao è Ek Chuah, dio della guerra, del commercio e della guarigione. I Mexica riservarono l’uso della bevanda proveniente dai semi tostati e fermentati, il xocoatl (l’acqua amara) a sacerdoti e governanti.


Il cacao medicinale

Nonostante venga utilizzato per lo più a scopo culinario, il cacao ha molte proprietà medicinali. Una tazza di xocoatl fatta con l’acqua (anziché con il latte, i cui grassi inibiscono le funzioni curative) assunta ogni giorno, nei periodi invernali, ha il potere di contrastare la depressione stagionale.

Stimolante del sistema nervoso centrale, è un tonico del cuore e dei reni. È un potente diuretico e contrasta i batteri responsabili di setticemia e vesciche.

Ha un grande valore nella Cosmovisione. Il cacao è considerato la pianta dell’apertura del cuore.

Il cacao e la reinvenzione della Tradizione

Negli ultimi anni la pratica dello sciamanesimo è andata diffondendosi tra un pubblico sempre più ampio. Da un lato è molto salubre che in un momento di crisi ecologica come quello attuale, un numero crescente di persone si avvicini all'antica eredità della Terra per ascoltarsi e per ascoltare la voce della Madre. Dall'altro, la proliferazione dello sciamanesimo ha permesso il crearsi di uno spazio di penombra nel quale chiunque ha espresso il proprio parere e creato le proprie cerimonie mentendo sulla purezza del proprio "lignaggio" e delle proprie pratiche. Come si è ampliato il mercato della medicina dell'ayahuasca, come i deserti del peyote sono stati depredati e svuotati da turisti occidentali alla ricerca di un'esperienza che li scuotesse dallo stato di noia a cui ci ha condannati la "cultura" del lavoro, come a Oaxaca sono spuntati enne sciamani di plastica pronti a vendere qualche funghetto a turisti sprovveduti, così sono apparse "cerimonie maya del cacao". Curiosamente hanno iniziato a diffondersi dal 2012.

Secondo alcuni (anche alcuni Ajq'ij'!), questo dimostrerebbe che la cerimonia maya del cacao non è tradizionale. A detta del suo stesso scopritore (uno sciamanista occidentale), la pratica della cerimonia è stata canalizzata direttamente dallo spirito della pianta. Successivamente fu insegnata ad alcune guide spirituali tradizionali del lago Atitlàn, infine si diffuse in tutto il mondo. Nonostante sia possibile che l'utilizzo del cacao in forma cerimoniale sia una reinvenzione moderna, sappiamo da fonti storiche che nelle società maya e mexica antiche il suo consumo era riservato (come già detto in precedenza) a nobili, governanti e sacerdoti, e che per un certo periodo le fave sono state utilizzate come moneta di scambio.

Questo post non vuole essere un attacco ai praticanti della cerimonia del cacao, al contrario! Ho potuto sperimentarne gli effetti curativi in prima persona e ne porto avanti la pratica. Ciò che mi preme mettere in chiaro è che tutte le piante hanno uno spirito con cui possiamo comunicare e che la Tradizione è viva proprio perché viene costantemente reinventata dai suoi praticanti. La Tradizione, come tutto, si plasma sull'ecosistema in cui il suo seme spirituale viene piantato e cambia sulla base delle interazioni con lo Spirito del luogo e con i suoi giardinieri, i custodi e i praticanti della Tradizione stessa.


La cerimonia del cacao è efficace, così come la pianta del cacao è potente... e non c'è nessuna necessità di nascondersi dietro un manto di antichità fittizia. Questo si verifica perché negli stessi praticanti manca la fiducia nella Tradizione e nella connessione con lo spirito delle piante.

Un ottimo modo per sconfiggere questo timore è proprio assumere il cacao in maniera cerimoniale: connettendosi al cielo e alla terra, salutando e integrando le quattro direzioni, esprimendo l'intento di aprire il nostro cuore a tutta la bellezza della vita e dello Spirito.

Possa essere una buona pratica.

Meltiox kakaw medicina!

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