• Diego Nicola Dentico

No, non siete Mapuche...


Un pensiero personale che segue l'onda di Il Curanderismo non è un pranzo di gala.

Questa riflessione nasce da un post che ho visto circolare sui social network, ovviamente sempre su pagine di amici ficchettoni ignari del potenziale dannoso del contenuto, o peggio, che come predetto dalla canzone di Caparezza si sono trasformati in “Fricchettoni con I piedi scalzi che diventano ferventi nazi”.


L’immaginetta mostrava la foto delle proteste dei Mapuche accompagnata dalla didascalia “come non ci vogliono” contrapposta a una campagna pubblicitaria di Benetton in cui una serie di persone nude, dai colori della pelle differenti, si abbracciavano, accompagnato dalla scritta “come ci vogliono”. Il meme faceva riferimento ai “malvagi attori del complotto mondialista” che come opprimono i Mapuche opprimono anche i “poveri occidentali” privati della propria specialità e della propria identità. Ma non è così: anche se sentite scandalosamente sotto attacco la bagna cauda o la tarantella, la dignità e la profondità delle rivendicazioni dei Mapuche e la delle nostre battaglie identitarie non sono le stesse.


Sia ben chiaro: appoggiare la resistenza mapuche, come di altri popoli indigeni, è un atto non solo nobile, ma necessario. Però, come ogni intervento occidentale nel mondo indigeno, anche se apparentemente a sostegno, va eseguito con una leggerezza e un’invisibilità degne del Nagual, e richiedono la presa di coscienza di chi siamo realmente, e il calcolo delle conseguenze delle nostre pretese e dei risultati delle nostre azioni. Appropriarsi di una lotta per i nostri fini (es. rivendicare i nostri presunti spazi vitali) è quanto di peggio si possa fare. Come gli orrendi manifesti della lega di qualche hanno fa hanno insegnato e sui quali non mi voglio dilungare perché ancora oggi, a distanza di anni, mi vergogno di derivare dallo stesso processo evolutivo che ha generato il pubblicitario che li ha partoriti.

La storia dei Mapuche, popolo indigeno i cui territori ancestrali si trovavano nel sud dell’Argentina e del Chile, non è differente da quello di molti i popoli indigeni della Terra. Esistevano e conducevano la propria vita secondo i modelli di autodeterminazione che li accompagnavano da tempi immemori, poi è arrivata la Conquista. Per molti, questa è la fine della storia, per i popoli indigeni, sfortunatamente, no.

I Maya, per esempio, hanno contato ad oggi cinque tentativi di spoliazione coloniale a partire dal ‘500. Come loro, tutti i popoli indigeni della Terra, nei cinque continenti (Europa inclusa) hanno subito attacchi costanti alla Cosmovisione ancestrale e alla Cosmovivenza che hanno spinto l’asticella dell’invasione coloniale prima e capitalistica poi un po’ più in là.

La famiglia Benetton, nel 1991, comprò per 50 milioni di dollari 900.000 ettari di terra in Patagonia. Si trattava di terre abitate dai Mapuche che furono successivamente sfollate per fare spazio agli allevamenti di bestiame con cui la Benetton esporta i 300.000 Kg di lana utilizzati per produrre i capi di vestiario dell’azienda.

I Mapuche di contro hanno dato inizio ad una lotta non-violenta rioccupando le proprie terre ancestrali, ma nella notte fra il 10 e l’11 gennaio del 2018 la polizia argentina è intervenuta violentemente sotto richiesta della famiglia Benetton. L’assalto contro gli indigeni è stato – tanto per cambiare! – estremamente violento, come in precedenza denunciato da Amnesty International (nel link la descrizione dell’evoluzione degli scontri a partire dal 2015).

Mapuche si può tradurre letteralmente come "popolo della terra", ma il nostro volto non è il loro: è molto più simile a quello d Benetton. Ogni giorno, anziché rivolgerci al contadino della borgata a fianco, andiamo a fare la spesa al supermercato: compriamo i pomodori a dicembre, anacardi che provengono dall’altro lato del pianeta, carne, latte e derivati la cui produzione ha un impatto ambientale devastante, detergenti, saponi e cosmetici inquinanti che contengono microplastiche che vanno a distruggere un mare sempre più vuoto. Ovviamente, il tutto avvolto in sfavillanti confezioni di plastica che non viene riciclata. Benetton, e con lei tutti i grandi attori del capitalismo mondiale, non ha bisogno di ridurci in schiavitù mettendo in pratica piani di diluizione delle identità nazionali attraverso appoggi ONG, Soros, immagini pubblicitarie e altre minchiate che fanno da pane quotidiano a chi si nutre di fake news e complottismi vari. Noi siamo già schiavi, siamo già ridotti a meri consumatori, e, se davvero ci stanno a cuore le rivendicazioni culturali, nostre quanto dei Mapuche, dobbiamo accettarlo per poterlo trasformare.

La specialità e l’autodeterminazione di un popolo non sono date da tradizioni millenarie che stanno lì “perché si è sempre fatto così”, ma, come si evince da due (due!) giorni di convivenza a stretto contatto con le popolazioni indigene, dalla relazione che intercorre tra la comunità umana e l’ambiente circostante. In sostanza: non siamo italiani (o valdostani, o umbri, o calabresi) perché siamo nati in Italia e qualcuno, poco più di 150 anni fa, ha determinato cosa fosse italiano e cosa no, creando una identificazione che ci contrappone ad altri popoli (prestando, tra l’altro il fianco, a complottismi folli e razzisti come il piano Kalergi).

Potremmo, un giorno, essere autenticamente “italiani” quando ci relazioneremo con il volto che la Pachamama (i nomi Gea, Tellus o Danu vi piacciono di più?) manifesta in tutte le bioregioni che compongono la terra che chiamiamo Italia. Forse il nostro scopo come praticanti di sciamanesimo in occidente è proprio quello di ricordarlo e di tessere la relazione con gli spiriti della terra in cui viviamo. Quel giorno, in cui capiremo che la nostra radice è letteralmente nella Terra e non in un'idea astratta e sclerotizzata di nazione, la nostra identità non sarà minacciata da identità differenti, ma arricchita, come sempre è stato dall’inizio della storia dell’uomo, un animale nomade per natura. Quel giorno, probabilmente, anche il concetto stesso di Stato politico e l’etichetta “Italia” ci staranno molto stretti.

Ma questa già è un’altra storia…

#Mapuche #Benetton #Ecospiritualità #Compolottismo

0 visualizzazioni

Per quanto possa sembrare superfluo, ci teniamo a specificarlo. Vi ricordiamo che le informazioni qui ritrovate sono di natura generale e a scopo puramente divulgativo. Quindi non vogliono (e non possono!) sostituire in alcun caso il consiglio di un medico, o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, veterinari, fisioterapisti, etc.)

Quando in questo sito viene utilizzato il termine "medicina tradizionale" lo si fa in riferimento a una categoria antropologica ben definita. 

© 2023 by Natural Remedies. Proudly created with Wix.com

  • Instagram Social Icon
  • b-facebook
This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now