• Diego Nicola Dentico

Gli sciamani maya



Sebbene tutti gli sciamani fossero esperti nell’arte della divinazione, non tutti gli indovini diventavano sciamani. Gli indovini del calendario erano diagnostici, più vicini al sacerdozio, e usavano liturgie prestabilite e procedure fisse per trovare il tipo di rito di cui una persona aveva bisogno. Il cliente poteva allora decidere se chiedere l’aiuto di un sacerdote della gerarchia che preparasse le preghiere, oppure se ricorrere a un vero sciamano.

(Martìn Prechtel, I Segreti del Giaguaro che parla, ed. ita. Sonzogno)

Separata dalla gerarchia degli Ajq’ij’ esiste un’altra gerarchia di figure sciamaniche all’interno del mondo maya, ovvero quella degli Ajkun (o Ajq’omanela). Entrambe le categorie riposano nella cultura maya, la differenza si trova nel tipo di relazione che hanno con la natura e con lo Spirito.

In sintesi estrema, potremmo dire che mentre gli Ajq’ij’ sono gli amministratori di un “culto calendarico”, completamente concentrato nella relazione precisa con i nahuales reggenti di un certo periodo di tempo, gli Ajkun sono intermediari con gli spiriti, pertanto utilizzano i mezzi dello sciamanismo tradizionale (sedute in trance, onore agli antenati, offerte agli spiriti, cerimonie di limpia, di fuoco, preghiere per recuperare l’anima perduta, viaggi estatici e interpretazione dei sogni) per regolare la relazione tra gli esseri umani e il mondo spirituale. Mentre gli Ajq’ij’ possono avere anche funzione di guaritori, gli Ajkun sono essenzialmente guaritori (anche se talvolta vengono temuti come "stregoni"), mentre i primi sono matematici, i secondi sono i poeti della Cosmovisione.

La casistica in cui ricadono gli Ajkun è esattamente quella dello sciamanismo intuito da Eliade: lo sciamano, prima di diventare tale, riceve sogni o malattie iniziatiche in cui i nahuales (sia intesi come i glifi temporali sia intesi come generalmente gli spiriti, soprattutto quelli degli antenati) chiamano il soggetto alla propria vocazione.

La parola Aj, presente in entrambi i termini significa “addetto” o, meglio, “far riferimento a...”, la parola Q’ij sole o giorno, per estensione scorrere del tempo. La parola Kun, invece, fa riferimento alla caccia, ma non alla caccia nel senso venatorio, la caccia di cui si parla è spirituale.

Al fine di esercitare questa vocazione, esistono dei rituali iniziatici per “aprire il cammino”, ovvero per fare in modo che i nahuales, manifesti negli elementi, riconoscano l’Ajkun come tale. Nei casi delle comunità tradizionali, queste avvenivano già nell’infanzia, perché le comadronas (una delle specializzazioni dell’Ajkun), conoscendo il calendario e conoscendo i segni che si trovano sul corpo del neonato, potevano identificare immediatamente la nascita di un essere con il don. Senza questo riconoscimento, i nahuales della croce maya si sarebbero comunque manifestati nel corso della vita per portare il futuro curandero verso il proprio destino.

Come si scriveva prima, gli sciamani hanno una relazione più poetica con la Cosmovisione, forse complice il sincretismo. Per fare un esempio pratico: per un Ajq’ij’, un nahual è l’energia specifica di un determinato giorno, una vibrazione che nasce dalle configurazioni del Sole e della Terra e delle stelle e che permette di agire in una certa maniera sulla realtà. Per un Ajkun, un nahual è uno spirito quasi personale, con il quale si può intrecciare una relazione e che può influire positivamente o negativamente sulla vita delle persone, non solo nel campo della salute, ma anche nel campo della fortuna, dell’amore, delle relazioni sociali. Curare questa relazione è esattamente lo scopo dell’Ajkun.

Un’altra delle differenze tra gli Ajq’ij’ e gli Ajkun è che mentre un Ajq’ij più anziano e più esperto può somministrare una formazione completa a un giovane apprendista e infine consegnargli l’iniziazione, lo tz’ut’e (il panno copricapo) cerimoniale, la cintura rossa che lo identifica come Ajq’ij’ e il sacco degli tz’ite, i semi divinatori, nessuno, se non gli spiriti, insegna ad un Ajkun la sua arte.

Questo non significa che gli apprendisti Ajkun siano lasciati completamente a loro stessi, ma che uno sciamano esperto semplicemente accompagna l’apprendista nella propria crescita e nella relazione con gli spiriti, senza “insegnargli”, ma permettendogli di stargli vicino nelle opere di sanazione e di sviluppare il proprio linguaggio con l’invisibile.

All’interno della “gerarchia” degli Ajkun esistono delle specializzazioni, simili a quelle della medicina azteca dell’antichità, ma che si sono conservate.

Per esempio, tra i Kaqchiquel esistono tutt’oggi:

  • Ajb’ix aq’omanel o ajb’ix kunem: eseguitori di cantoterapia che utilizzano la musica e cantano i problemi del paziente e la loro soluzione al fine di portare guarigione.

  • Ajchay: curanderos che utilizzano l’ossidiana, le spine, oggetti affilati sia per compiere delle vere e proprie operazioni chirurgiche sia per praticare la “suzione” ovvero l’estrazione di un’energia pesante o di uno spirito attraverso il risucchio della bocca.

  • Ajkeme: guida spirituale nata sotto le influenze del nahual Keme, il nahual della morte. Queste persone sono specializzate nelle malattie provenienti dallo Xibalbà, il regno inferiore, così come nei casi disperati. Quando le loro azioni non riescono a riportare la vitalità in un paziente afflitto da una malattia grave, le loro preghiere vengono rivolte alla morte affinché gli afflitti smettano di soffrire e incontrino la pace. Gli Ajkeme in genere nascono nei giorni pari, quindi può essere Ajkeme uno nato in un giorno 2, 4, 6, 8, 10, 12.

  • Ajley: classe di guaritori che utilizzano le ortiche (ley) per trattare differenti tipi di malattie. Essenzialmente utilizzano quattro tipi di ortiche legate alle quattro direzioni.

  • Ajmoxnel: guaritori che utilizzano il contatto con le forze naturali per creare sanazioni di tipo “psicologico”, come ad esempio indirizzare il paziente verso un lago, una meditazione con l’arcobaleno, fare offerte all’acqua etc...

  • Ajpoq’oj qulaj o chapoj qulaj: specialista in malattie della gola, vie respiratore sia superiori che inferiori. Spesso utilizzano massaggi dentro la bocca per stimolare l’amigdala e rendere fluido il flemma raggrumato. Questo riferimento al flemma probabilmente deriva dalla Medicina Tradizionale Mediterranea portata dagli spagnoli durante la conquista. Si occupano anche dell’orecchio e talvolta utilizzano per fare i massaggi delle piume di uccello al fine di provocare il vomito.

  • Ajruwaj winaq o ajq’uxaj: sono le “curandere da tutti i giorni”, le loro medicine sono le erbe officinali, le uova di gallina, le piume, l’acqua o il soffio. Sono specialiste nel rimettere in sesto gli umori corporei (di nuovo, una possibile “intrusione” della MTM), così come le energie.

  • Ajwachaj: specializzati nelle malattie degli occhi.

  • Ajwasnel: gli specialisti nel susto, ovvero la “perdita d’anima”. In genere questi terapisti sono anziani. Possono sia richiamare le anime perdute, sia allontanare con esorcismi gli spiriti di malattia che si sono impossessati di una persona. Tendenzialmente, l’Ajwasnel si reca nel posso in cui si è verificato l’incidente che ha causato il susto e si dedica alle cerimonie specifiche. In alternativa si rivolge alla Santissima Trinità o al Señor de Esquipulas, ovvero maschere cristiane per il Aj saq’ Pulja, il Signore delle Anime.

  • Ajyuqun b’aq: B’aq significa letteralmente “pietra”. Sono gli hueseros, o medici tradizionali che si occupano di curare ossa, muscoli e tendini attraverso diverse metodologie che appartengono al singolo curandero, o al suo lignaggio, sulla base di ciò che gli viene trasmesso dal maestro o dagli spiriti. In genere involvono massaggi a mani nude o con una pietra (che è lo spirito che chiama il curandero), temazcales ed erbe.

  • Iyoma’ o q’exeloma’: comadronas o parteras, si occupano di tutto ciò che riguarda la gravidanza, il parto, e il primo periodo di vita dell’infante, il puerperio. Tra i loro compiti c’è anche il “battesimo” del bambino. Quando identificano un futuro curandero, informano i genitori e, talvolta, si occupano di orientare gli studenti ai futuri maestri.

  • Nim ajc’humil: astrologo maggiore. Si incarica di osservare il cielo e di mantenere in equilibrio la relazione tra la comunità e i segnali astrali.

  • Nim chuch kajaw-ajtiojonel: guida spirituale maggiore o maestro. Persona che si incarica di istruire gli altri e di prepararli come guide spirituali.

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