• Diego Nicola Dentico

La ruota di Medicina

Aggiornato il: 26 ago 2019



Gli antichi scelsero il cerchio come rappresentante completo dell’universo. Nella sua perfezione si rispecchia la perfezione del creato, ogni angolo della circonferenza è alla stessa distanza dal centro, la sua rotondità richiama il movimento ciclico dei pianeti, delle stagioni e delle quattro età dell’essere umano. Questo simbolo, la Ruota di Medicina, è un cerchio temporale ma anche spaziale, in quanto rappresenta la rosa dei venti e delle direzioni. Sul suo perimetro, troviamo anche gli elementi.

Il cerchio è l’enciclopedia vivente della vita, non a caso su base circolare troviamo la costruzione di case, villaggi, strutture sociali e calendari in praticamente tutte le tradizioni del mondo.

Hunabku, la parola maya con cui si indica il Grande Mistero, dove Uno e Duale si incontrano nel movimento, è rappresentato come un cerchio il cui centro è contrassegnato da un punto.

Esistono moltissime rappresentazioni di questa ruota che, specialmente in America Centrale, assume spesso la forma del Fiore della Creazione, mappa della cosmologia.

Tradizione Maya




Il glifo del fiore è ricorrente all'interno della Cosmovisione Maya. Come un fiore è rappresentata la "ruota di Medicina", un simbolo che riassume in sé l'intera cosmologia tradizionale. Nel centro abbiamo la Terra-Frutto, il luogo in cui abitiamo, sostenuta dai quattro petali, determinati dalle posizioni e dai percorsi di Kinich Ahau, il Sole. Ad Est troviamo i poteri che permettono all'apparenza (Najt, spazio-tempo) di, per l'appunto, apparire. Si tratta del cammino rosso dell'alba. A Ovest il sentiero nero che porta a Xibalbà, il mondo inferiore, suddiviso in più livelli (nella tradizione Mexica in 9, in quella del Popol Vuh 5), abitato dai poteri che "tutto trasformano in memoria." A Sud troviamo il sentiero giallo, la strada dell'abbondanza, la forza del mezzogiorno e l'apparenza nel suo massimo splendore, la Natura Madre-Padre, Kaj-Ulew (Cielo-Terra). A Nord, infine, troviamo la strada che porta nei mondi superiori, la via lattea percorsa dagli antenati che riposano nella percezione di Tulan. Il Sac-be, il cammino bianco come la luna, che appare timidamente, forse visto, forse immaginato, davanti ai piedi del Camminante che si avventura con fiducia nella Notte Cosmica. Sul fiore sono modellati il calendario sacro e la ruota della vita. In ogni direzione troviamo cinque nahuales (matrici, forze del tempo) che danno forma alla percezione umana della realtà. Il fiore ci guida nello scorrere del tempo delle nostre vite con cerimonie ci sostengono nello sviluppo come esseri umani, attivando (o disattivando) archetipi adatti alla fase che stiamo attraversando, curando così globalmente le comunità. L'intera società tradizionale prende forma sul modello del cosmo. ​




Ruota del concilio intertribale degli anziani


Aquila: l’est, l’infanzia, l’aria, la primavera, la lucidità. La pratica della Veggenza.

Coyote: il sud, l’adolescenza, il fuoco, l’estate, la paura. La pratica dei quattro accordi e dell’arte dell’agguato.

Orso: l’ovest, l’età matura, l’acqua, l’autunno, il potere e la magia. L’arte dell’ensueño.

Bisonte bianco: il nord, l’età della saggezza, la terra, l’inverno, la vecchiaia. L’arte dell’intento.

Cuore: il centro, l’atemporalità, le pratiche della contemplazione. Il non-fare.

L’essere umano, come ogni cosa nella creazione, si riconosce uno con l’universo attraverso il simbolo del cerchio, diventando a sua volta ruota di medicina. In questo stato di consapevolezza, ogni movimento fatto con la coscienza del credere-creare-fare porta a un cambiamento degli stati percettivi.

La testa: è il nord, la direzione da cui proviene l’energia che ci dà la vita.

Il braccio destro: si apre come un’ala nell’est, la direzione della luce, dove possiamo vedere, laddove conosciamo.

Il braccio sinistro: sprofonda nel mistero dell’ovest, la direzione della trasformazione, che accoglie tutto ciò che arriva dal Mistero.

I piedi: sono il sud, la direzione della scelta e del coraggio di seguire il proprio destino.

Le pratiche della ruota

Indipendentemente dalla ruota che si decide di applicare, il praticante può costruire la propria nella natura, segnando le quattro direzioni con dei pali o dei cumuli di pietre e un cristallo nel centro – o al chiuso, rappresentandola sul proprio altare.

La ruota di medicina è uno spazio di protezione e di potere. Si “monta” circolando tre volte in senso orario al suo interno (entrando da est) e salutando le sette direzioni dello spazio (i quattro punti cardinali più centro, cieli e terra).

È uno spazio di meditazione, oppure ci si può rivolgere alle quattro direzioni, attraverso le offerte, le preghiere o il lavoro spirituale.

Al termine della pratica la ruota si “smonta” ringraziando le direzioni, circolando tre volte in senso antiorario.

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