• Diego Nicola Dentico

Santeria Maya: Iq' e Aq' ab' al'


Segue da Imox


Iq’, il vento del nord

Se Imox rappresenta l’oceano primordiale, le acque delle origini, Iq’ è la vibrazione, la prima increspatura che lo agita e crea un movimento nella silenziosa perfezione divina, un desiderio. Sul lago di Atitlàn, #Iq’ è specificamente il vento del nord, portatore di ossigeno (che uccide i pericolosi cianobatteri) e di novità, contrapposto a #Xocomil, il vento del sud, che porta turbolenze e risveglia gli spiriti degli annegati.



Naxit #Quetzalcoatl

Iq’ fu un dio danzante molto venerato all’interno di molti regni maya dell’antichità. Il glifo che lo identifica somiglia a una T ed è la stilizzazione di una bocca con la lingua esposta. Molte finestre dei palazzi nobiliari erano scolpite in questa forma, in quanto erano “le bocche” da cui le case respiravano.

Quetzalcoatl

A Iq’ sono connessi San Lorenzo e Naxit, divinità Qiché che compare nel Título de Totonicapán e identificato con Guq’umatz’[1]. All’interno dei lignaggi di Sacerdoti Maya viene raccontato che la tradizione fu codificata da un re maya dello Yucatan che abdicò per dedicarsi alla ricerca spirituale visitando diverse comunità e apprendendo dai vari lignaggi frammentati, unificandone le conoscenze. Quel re portava il nome di Quetzalcoatl, serpente piumato. Quetzalcoatl, un mito interpretabile e diversissimi livelli di profondità, è stato più volte definito il “Cristo Americano”, in questa leggenda appare invece più come un “Patañjali Americano”. Secondo quanto viene raccontato, il nahual di nascita di questo personaggio era 9 Iq’.


San #Lorenzo

La parola Iq’ indica anche la luna, e questo corpo celeste, nella mitologia tradizionale, è la trasfigurazione di #Ixbalanké, gemello del civilizzatore #Hunajpù, che ascese al cielo dopo aver resuscitato il padre Hunhunajpù. Come emerge dalla lettura del Popol Vuh, se Hunajpu è l’eroe solare per eccellenza, il gran cacciatore armato di cerbottana, Ixbalanké rappresenta l’aspetto riflessivo e colto.

La luna, infatti, viene considerata un attributo intelligente della Madre Terra. Il glifo che la identifica riappare nel nahual Noj (“sapienza”) e nei geroglifici del numero 9 – rappresentato direttamente dal volto di Ixbalanké – e in quello del numero 11, raffigurato dal volto del dio della montagna, nuovamente connesso con la maturità e l’autorità spirituale.

San Lorenzo

Non è quindi un caso che all’interno del sincretismo, il nahual Iq’ si sia trasformato in San Lorenzo (dal latino Laurentius, “laureato”). L’agiografia ci racconta che nacque alle pendici dei Pirenei e in gioventù fu inviato a studiare a Saragozza, dove completò studi teologici. In questo contesto diventò amico e allievo del futuro papa Sisto II, di cui diventò arcidiacono dopo l’elevazione al pontificato.

Nel 258 d.C., l’imperatore Valeriano emanò un editto di morte contro tutti i vescovi, i presbiteri e i diaconi. Il papa, Sisto II, fu ucciso il sei di agosto, mentre Lorenzo quattro giorni dopo, probabilmente arso con la graticola.

San Lorenzo è il protettore dell’oratoria e dei bibliotecari. Viene invocato, come il nahual Iq’, per ragioni di studio o per chiedere al lago di restituire le vittime di un naufragio, per curare problemi psicologici, risolvere tribolazioni amorose e uscire dalla depressione.


Aq’ ab’ al, la casa del Mistero

Aq’ ab’ al è il nahual di ciò che è occulto, di ciò che esiste ma ancora non si vede, dell’inizio della dualità: interno ed esterno, giorno e notte, maschile e femminile. Tutte le apparenti opposizioni si riuniscono nel silenzio e nell’invisibile.

Ad Aq’ ab’ al’ ci si rivolge per chiedere chiarezza, svelare (o nascondere) i segreti, oppure per trovare una casa.

Allo stato attuale delle cose non ho trovato nessun santo sincretizzato con Aq’ ab’ al’.


[1] Serpente-quetzal.

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