• Diego Nicola Dentico

Lo sciamanesimo e il tempo: la via maya all'autoconoscenza

Aggiornato il: giu 14



All'interno della Cosmovisione maya, come in tutte le visioni dell'universo dei popoli nativi, il creato è composto da una rete di relazioni, provenienti e facenti parte di un'unità fondamentale. Non esiste nulla di separato (la separazione è un errore percettivo), tutto è integrato.

Ogni cosa nasce dal Mistero, dal Cuore del Cielo-Cuore della Terra, che si manifesta come Tzacol (Creatore) e Bitol (Formatore). La contemplazione, sostenuta dall’utilizzo del calendario Cholq’ij (il calendario sacro), del vertiginoso gioco cosmico in cui lo Spirito si nasconde e si traveste, e durante il quale gli antenati trasmigrano da una forma all’altra (incluse le forme dei nostri corpi) è l’essenza delle tradizioni mesoamericane, specialmente quelle Maya.

La cerimonia del fuoco è il centro della Cosmovisione. Attraverso la sua realizzazione, gli Ajq’ij’ (i sacerdoti Maya) permettono un contatto tra il mondo visibile e il mondo invisibile. È il mezzo con cui si dialoga con i nahuales – gli archetipi del panteon maya. L’offerta al fuoco, chiamata anche Loq’laj Kotz’ij (Fiore Sacro) è una pratica che permette ai partecipanti di entrare rapidamente nella Cosmovisione e di contattare le parti profonde del sé.


Tra gli argomenti trattati:

· Storia dei popoli Maya

· Cosmovisione Maya

· I 20 nahuales

· L’arte di offrire

· L’arte di contemplare

· L’utilizzo delle candele colorate nella preghiera

. La cerimonia del fuoco


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