• Diego Nicola Dentico

I Giorni del Fuoco



Breve introduzione per nuov* camminanti…


Il calendario più influente tra i Maya dell’antichità e quelli moderni è sicuramente il Cholq’ij, definito il “calendario sacro”. Si tratta di un computo composto da due ruote, una di 20 “nahuales” (spiriti o archetipi temporali) e una di 13 numeri, che descrivono con maggiore profondità la sfumatura di significato con cui ogni nahual si presenta. Il Cholq’ij non è basato su alcun ciclo stellare o planetario, si fonda unicamente sul bioritmo umano. Infatti 13 è un numero chiaramente lunare, ma è anche il numero delle 13 articolazioni principali del corpo umano, e 20 è un riferimento solare, ma è anche il numero di dita dell’essere umano. Per miracoli di natura biomatematica che gli Antichi avevano già osservato, 20 x 13 dà come risultato che un ciclo completo sia di 260 giorni, ovvero il tempo di una gravidanza.

I nahuales sono connessi ad espressioni dello Spirito nel mondo naturale. Quindi abbiamo nahuales del fuoco, nahuales dell’acqua, delle stelle, del mais, degli animali e via dicendo…

Tra questi, all’interno del cerchio del calendario, quattro fungono da perni della ruota del tempo e vengono chiamati affettuosamente dagli sciamani “segretari” e “tesorieri”. Sono i nahuales: Ajpu (il “fiore del cielo”, il Sole), Kan (il serpente), Tz’i (il cane) e Tz’ikin (l’uccello).


Segretari, tesorieri e presidenti del Tempo

Ajpu, Kan, Tz’i e Tz’ikin sono i quattro perni – connessi alle quattro direzioni dello spazio sacro – su cui si regge il cerchio dei nahuales. Ovviamente, come tutti i nahuales, si possono presentare con 13 energie differenti, ma abbiamo testimonianze storiche che i giorni 4 erano tenuti in particolare considerazione.

Nell’antichità, prima che entrasse in uso un sistema di scrittura numerica basato su punti e linee, i Maya utilizzavano geroglifici di volti divini per rappresentare le cifre. Al numero 4 era associato il volto di Kinich Ahau, lo spirito del sole, che con il proprio sorgere e tramontare, con il proprio sguardo, sanciva le misure del tempo e dello spazio.

I nahuales 4 Ajpu, 4 Kan, 4 Tz’i e 4 Tz’ikin si manifestano esattamente a 65 giorni di distanza l’uno dall’altro e rappresentano l’ordine dei cicli (4 Ajpu), l’ordine delle manifestazioni (dall’invisibile al visibile, 4 Kan), l’ordine dell’esatta riproduzione (4 Tz’i) e l’ordine dell’elevazione (dalla materia allo spirito, 4 Tz’ikin).

Erano e sono momenti di grandi cerimonie, in cui vengono officiati Xuculem (il rito del fuoco), al termine dei quali, i partecipanti saltano sopra le fiamme e venivano annunciati con una solenne cerimonia 20 giorni prima e “fissati” 20 giorni dopo il loro apparire. Tutto ciò riporta alla mente anche le cerimonie che in Europa i Celti associavano alla festa di Beltane, quando alle porte dell’estate, la comunità attraversava due immensi fuochi, uno maschile e uno femminile, per pulirsi dall’inverno ormai passato, o i giovani saltavano le braci per propiziare abbondanza e fertilità.

I Giorni del Fuoco sono momenti in cui la comunità si raduna per “bruciare il karma” collettivo[1], purificare la comunità dalle influenze di spiriti o energie perturbanti o radunarsi in consiglio per aumentare la coesione sociale.

Ancora oggi, anche se è assente la solennità con cui venivano celebrati nel passato, i Giorni del Fuoco sono degli ottimi momenti in cui i temi proposti dai nahuales reggenti sono affrontati ed elaborati collettivamente.


I prossimi quattro Giorni del Fuoco, per il 2022, saranno:


- 18.01.2022: 4 Tz’ikin

- 24.03.2022: 4 Ajpu

- 28.05.2022: 4 Kan

- 01.08.2022: 4 Tz’i


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_______________________________________________________________________ [1] Il termine “karma” ovviamente non proviene dalle tradizioni Maya, ma nel pensiero indigeno è radicata l’idea che l’essere umano sia in perenne “debito” nei confronti della Natura Madre-Padre della Vita.

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